Imitare il bambino per entrare nel suo mondo
Quando si parla di imitazione , pensiamo quasi sempre al bambino che deve riprodurre un gesto o un’azione mostrata dall’adulto: battere le mani, far correre una macchinina, usare un oggetto nel modo corretto. Negli interventi con un'impronta naturalistica ed evolutiva come gli NDBI , però, l’imitazione può iniziare nella direzione opposta: è l’adulto a imitare il bambino. Immaginiamo ad esempio che il bambino stia facendo girare la ruota di una macchinina, l’adulto prende un oggetto simile e ripete la stessa azione. Se produce un suono, l’adulto lo riprende con delicatezza. Se fa saltare un pupazzo, anche il pupazzo dell’adulto comincia a saltare. Non è un semplice scimmiottamento di un'azione. È un modo per comunicare: “ Ti sto osservando. Quello che fai mi interessa. Possiamo farlo insieme.” Prima essere imitati, poi imparare a imitare La psicologa francese Jacqueline Nadel ha dedicato una parte importante del proprio lavoro allo studio dell’imitazione come strumento di c...







