Come si sceglie un obiettivo nell'intervento per l'autismo: partire dallo sviluppo, non da una lista di esercizi
Dopo una diagnosi di autismo, il progetto educativo rischia facilmente di trasformarsi in una lunga lista di abilità da insegnare: riconoscere i colori, completare puzzle, denominare immagini, imitare movimenti, rispondere a domande. Queste attività possono essere utili, ma una lista di esercizi non costituisce ancora un intervento. Negli Interventi Naturalistici Evolutivi Comportamentali, o NDBI, prima di scegliere cosa proporre ci si domanda: Quale competenza è pronta a emergere? Perché è importante? In quali momenti della vita servirà davvero al bambino? L’attività è uno strumento, non l’obiettivo. Uno stesso gioco può essere utilizzato per lavorare su competenze molto diverse. Con una pista di macchinine, per esempio, possiamo aiutare il bambino a: chiedere di continuare; alternare i turni; imitare un’azione; condividere l’attenzione; accettare una piccola variazione; chiedere aiuto. La macchinina è il mezzo. L’obiettivo indica la direzione. Per questo non si sceglie un obiettivo (...






